Alpenrod- parte II°

  15 Passi per riportami a casa

Ogni volta che qualcuno mi chiede di parlare del mio viaggio in bici tra le Alpi, tendo a sentirmi spaesato o comunque in difetto.
Questa volta non fa differenza.
Non perché non mi vada di parlarne, anzi: ne parlerei per ore e solitamente il mio petto e i miei occhi si riempiono di emozioni quando questo avviene. Il fatto è che sono pienamente cosciente che non riuscirò mai ad esprimere a parole quello che ho provato.
E’ stato un viaggio unico, in primis per la modalità in cui l’ho, forse inconsapevolmente, realizzato. Nel 2014 ho pedalato da Udine a Bellinzona attraverso 19 Passi Alpini e 15 giorni di viaggio. Giunto in Svizzera, causa di forza maggiore, ho dovuto svoltare verso casa e tornare alla vita di tutti i giorni.
E’ passato così un anno. Durante l’inverno ho osservato le montagne silenziose e innevate da lontano, in primavera ho ripreso a salire dapprima sulle colline del Pavese e poi sempre più su.
Il fatto è però che in un anno molte cose cambiano: situazioni, rapporti, pensieri, idee. E’ stato difficilissimo attendere dodici mesi per riprendere il viaggio della vita, come lo avevo definito lo scorso anno, da dove lo avevo lasciato. Riprendere a prepararmi fisicamente e mentalmente, riorganizzare tappe percorsi e soste.
Poi, nel momento in cui stavo per dare il primo colpo di pedale, mi sono reso conto che forse su quelle montagne, da un anno a questa parte, ci ero rimasto anch’io. Perso chissà dove. E allora ho deciso di andare a riprendere me stesso e portarmi a casa.
Così ho fatto, pedalando da Bellinzona a Ventimiglia attraverso altri 15 passi e 13 giorni di viaggio.
Sin da subito ho avuto belle sensazioni e la netta impressione di riprendere contatto con me stesso e riportarmi a casa.
Come? Nelle piccole cose e fatiche di tutti i giorni. Potrei elencare meticolosamente immagini di ogni scalata o discesa, ma la realtà è che ogni battito di cuore e goccia di sudore versata sull’asfalto, ha contribuito a farmi fare un Passo in più, anzi un giro di ruota, verso me stesso.
San Gottardo, Furka, Grimsel, Gran e Piccolo San Bernardo, Iseran, Telegraphe, Galibier, Monginevro, Izoard, Vars, Bonette, Lombarda, St. Martin e Turini.
Una cavalcata epica ed incredibile che mi ha condotto sino al mare; a zero metri sul livello del mare! E quando penso che a zero metri ci sono arrivato scalando le vette più alte delle Alpi, solo in quel momento capisco quanto incredibilmente assurdo sia stata questa traversata durata un anno e 28 giorni.
Molti mi chiedono quale parte del viaggio abbia preferito: se quella del 2014 o quella di quest’anno, altri quale sia il Passo più bello che ho scalato. Beh in tutta onestà dico di non saperlo perché conservo bei ricordi e immagini di ogni salita fatta nei ventotto giorni complessivi.
Quindi non ho risposte, posso solo consigliarvi di salire su una bici e scoprirlo da voi, anche se sono certo che completata la traversata, come me, non saprete scegliere.
Alla fine io sono tornato a casa, più leggero, anche se in bicicletta poi eravamo in due: io e me stesso.

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