Adda MeshUp

Ma cosa si può vedere facendo AddaRound ?

Ecco una veloce carrellata delle nostre proposte.

Delle famose “Acquae Burmiae” ne parla già Plinio il Vecchio in epoca romana; le benefiche acque termali sgorgano a 35° e sono un autentico ristoro dopo le imprese sportive invernali ed estive che si possono compiere in zona.

Il Kuerc, noto dal 1387, era il luogo dove si amministrava la giustizia.

Se siete fortunati potrete udire i rintocchi della “bajona” bronzea campana che rintocca da secoli dal campanile quattrocentesco.

Le dighe di Cancano e S.Giacomo trattengono circa 200.000.000 di mc di acqua e ricevono acque dalla Val Viola, dal Gavia attraverso canali sotterranei lunghi oltre 30 km.

Dalla Contea di Bormio si scende l’ alta Valtellina fino ad arrivare a Tirano, vero e proprio crocevia per raggiungere le più importanti località svizzere e italiane.

Dopo Bormio, sulla destra la montagna si squarcia lasciando intravvedere la catastrofica frana del Monte Coppetto che distrusse tutti i paesi sottostanti nel 1987.

Tra Grosio e Grossotto potete ammirare il Castello dei Visconti/Venostarisalente al 1355.

Tra i castelli di Grosio potete trovare la “Rupe Magna“, la roccia istoriata più grande d’Europa: 20.000 incisioni di 6000 anni fa di carattere religioso che ricostruiscono antichi rituali delle popolazioni preistoriche.

Degno di nota il Salone d’Onore di Palazzo Salis a Tirano con sublimi affreschi prospettici.

Tra Teglio e Sondrio si incontra il paesaggio tipico del vigneto: Inferno, Sassella, Valgella, Grisun e Sfursat.

Da Teglio a Grumello potete anche percorrere l’antica via Valeriana o “strada dei vini” particolarmente consigliata nel periodo della vendemmia.

A Sondrio merita una visita la casa Carbonera.

Il Ponte di Ganda è forse il più bello di tutta la Valtellina, è stato ricostruito nel 1778 su progetto di Antonio Nolfi di Como.

A Morbegno si trovano gli affreschi di Cesare Ligari all’interno del Palazzo Malacrida.

Tra Cosio e Regolo vi sono i ruderi dell’abbazia di S.Pietro in Vallate del 1078, maggior monumento romanico dell’intera valle.

L’abbazia di Piona è stata edificata nel XII secolo e merita una visita il chiostro composto da 41 colonne ricco di affreschi. Il Castello di Corenno Plinio del 1300 una volta cingeva tutto il borgo con le sue mura ancora visibili passeggiando per il centro. A Bellano è possibile ammirare il gruppo del Compianto Cristo Morto, opera di vertice della scultura lignea lombarda. Dal Castello di Vezio si gode la più bella vista del Lago di Como, pagare il biglietto può valerne la pena.

Fiumelatte si trova il fiume più corto d’Italia (250 mt.), un ribollire e schiumare di bianche acque che hanno dato il nome al paese.

Mandello è possibile visitare il Museo della moto e, in particolari giornate dedicate, visitare anche la fabbrica e l’antica galleria del vento che veniva alimentata da un’apposita centrale elettrica.

Lecco si trova un’imponente campanile chiamato affettuosamente “matitone” alto quasi 100 metri che è possibile visitare per poter godere di un panorama unico su Lecco e le montagne circostanti.

Il Ponte “Vecchio” di Lecco risale al 1335 e venne fatto costruire da Azzone Visconti: una volta disponeva di 3 distinte rocche con ponti levatoi che gestivano il passaggio sull’Adda.

Il nome del Resegone deriva da “Resega” cioè “sega” a causa delle caratteristiche punte che da lontano fanno sembrare questa montagna simile all’attrezzo una volta usato per tagliare.

Vercurago si trova un castello detto dell’”Innominato” che domina tutta la Val S.Martino; per salire sullo sperone roccioso si attraversano tutte le cappellette che raccontano la storia di S.Gerolamo che in questi luoghi compì autentici miracoli per salvare bambini da pericoli e stenti.

Calolzio si trova il santuario del Lavello, originario del 1400, con un bellissimo porticato  e l’interno della chiesa che conserva addirittura un doppio altare votivo.

Ad Airuno si trova il santuario della Rocchetta, antico avamposto militare a guardia del fiume e delle scorribande sul fiume.

Il Castello di Brivio, risalente al 968, domina uno dei passaggi più importanti del Medioevo, una volta luogo di aspri scontri tra le potenze dell’epoca; il ponte tra le sponde venne costruito solamente nel 1917, prima si attraversava grazie ad un traghetto leonardesco simile a quello presente a Imbersago.

Scendendo sulla destra ad Imbersago troverete il famoso Santuario della Madonna del Bosco che ricorda un miracolo del 1617, più avanti sulla sinistra potrete ammirare il traghetto di Imbersago, costruito secondo i modelli di Leonardo.

Sul percorso troverete la Diga di Robbiate realizzata per sfruttare il salto realizzato nella zona dall’Adda.

La superstar del tratto è sicuramente il Ponte di Paderno che domina il canyon dell’Adda prima dell’incile del Naviglio di Paderno e delle forre padernesi note come i Tre Corni.

Lungo la discesa troverete la scalinata che porta al Santuario della Rocchetta dove si trovava sempre una guarnigione militare a guardia dei confini tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.

La Conca Grande è il sistema ideato nel’500 da Giuseppe Meda per risolvere i problemi di dislivello del Naviglio.

La Centrale Bertini, realizzata nel 1898 fu costruita per dare energia alla rete tranviaria di Milano, le sue turbine erano seconde solo a quelle istallate negli Stati Uniti sulle cascate del Niagara.

La Centrale Esterle del 1914 sfrutta la Diga di Robbiate per far compiere alle acque convogliate un salto di 40 metri, è la più potente delle centrali dell’Adda.

La Centrale Taccani del 1906 è la più bella del corso del fiume, serviva il famoso villaggio operaio di Crespi, è una centrale diversa da tutte le altre perché non sfrutta la caduta dell’acqua, ma sfrutta la forza del fiume immesso direttamente nelle turbine. I pesci sono aiutati a risalire il fiume con una apposita scaletta. I costruttori di questa centrale furono particolarmente attenti all’impatto architettonico della Centrale che come dissero i cronisti dell’epoca “Si accorda il ricordo del passato con l’intuito dell’avvenire

Il Castello di Trezzo venne costruito nel 1370 da Bernabò Visconti con il celeberrimo “Ceppo d’Adda” una pietra quasi indistruttibile. Baluardo difensivo, carcere e luogo di tortura sotto la dominazione spagnola. Lasciato nell’incuria per secoli venne acquistato nel 1891 da Cristoforo Crespi per costruirci la centrale Taccani. Oggi il castello è del comune di Trezzo e ampiamente visitabile anche di notte alla scoperta di leggende, misteri e passaggi segreti.

Il Villaggio operaio di Crespi, stabilimento tessile del 1873, notevole la struttura del complesso costituito da tutto quello che poteva servire agli operai al lavoro comprese scuole, chiesa, teatro, ambulatorio medico e castello padronale. Il mausoleo del cimitero venne realizzato nel 1907 da Gaetano Moretti, circondato da centinaia di croci degli operai che accompagnarono il loro padrone sino alla fine.

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